Nel parco pubblico fu realizzata la fontana della Valligiana, alimentata da un canale adducente l'acqua al prato dell'Ortone. È costituita da una vasca poco profonda sovrastata da un sorta di rupe formata da blocchi di pietra irregolari su cui si erge una figura femminile che versa acqua da un attrezzo tradizionale in doghe e con spallacci in metallo detto “butz dal cheine”. Si intuisce da subito il richiamo alle forti donne di montagna che sopportano pesanti fatiche, ma anche alla donna dispensatrice di saggezza.
È anche immediato il richiamo all’iconografia del segno zodiacale dell’Acquario. Dal suo vaso versa acqua simbolo di conoscenza, di fertilità e di amore per l’umanità. Questo segno zodiacale rappresenta il superamento dell’individualità e la coscienza della collettività, l’apertura ai valori di fratellanza e la solidarietà umana.
Un cenno merita la riproduzione di un masso posto ai piedi della fontana. Si tratta di un blocco di micascisto, dove Federico Rosazza fece riprodurre alcuni solchi che confluiscono in coppelle di varie dimensioni, simili alle incisioni presenti in vari massi coppellati della tipologia degli altari sacrificali. Pare che le incisioni vogliano narrare le vicende di una principessa scandinava. Tuttavia, trattandosi di una copia di uno dei molti massi coppellati presenti in Val Cervo e nell’area alpina, non è chiaro se sia stato pensato come un richiamo agli antichissimi culti litici dove sono presenti altari rituali oppure pietre da scivolo, usate per propiziare la fecondità. Non è certo semplice decodificare la simbologia e i sottili messaggi di questo speciale luogo e neppure la lettura del carteggio fra Federico Rosazza e Giuseppe Maffei è stata d'aiuto.